Il Comune di Lucca ha circa 90 mila abitanti, il centro racchiuso dalle Mura circa 9 mila.
La stragrande maggioranza dei lucchesi è
residente nei grandi quartieri periferici ma anche nei molti paesi storici,
nelle sei miglia della Antica Repubblica Lucchese.
Differenti sono i problemi di chi abita nei
quartieri, a volte poco più che dormitori, come quelli senza storicità
cresciuti vertiginosamente negli anni del boom economico come San Anna e San
Vito, dai problemi dei Paesi più distanti dal centro, che hanno man mano perso
attività economiche, sociali, ricreative proprie, perché abbandonati a sé
stessi, soprattutto nell’ultima gestione Tambellini.
Come Italia Viva presentiamo qui i problemi
comuni più importanti che vediamo essere davanti ai residenti dei Paesi e dei
Quartieri, per poi entrare nello specifico di ogni singolo Paese e quartiere,
in schede programmatiche personalizzate.
Ugualmente qui diamo le nostre risposte ai
problemi comuni e le nostre proposte generali, per dare più avanti risposte e
proposte, Paese x Paese, Quartiere per Quartiere.
Problemi comuni ai Paesi e ai Quartieri del
Comune di Lucca:
· Molti di loro
hanno il problema dei trasporti, per il centro, per i luoghi di lavoro, per lo
svago.
· In molti sono
state chiuse le attività commerciali locali, di prima necessità, per cui
occorre sposarsi per servirsene.
· La chiusura
delle attività primarie nei Paesi, Bar, Trattorie, Panetterie, Alimentari,
oltre che disagi di spostamento, hanno ridotto la sicurezza nei paesi stessi.
Un Bar, una trattoria aperta la sera è fonte di tranquillità e vigilanza.
· La mancanza
di strutture sportive valide, all’aperto e al chiuso, oltre i soliti problemi
degli spostamenti creano disaffezione dei giovani alla vita del Paese e
contribuiscono alla perdita delle loro radici.
· La mancanza
di attenzione da parte del Comune, per la sorveglianza, la manutenzione, i
trasporti hanno accelerato la perdita di identità e la voglia di estraniarsi
dalla vita sociale.
· I Grandi
Quartieri, vicini alla città: Sant'Anna, San Donato, San Concordio, Giannotti,
San Marco, San Vito, San Filippo, Arancio, spesso solo dormitori. Hanno
problemi ancor più grandi e diversificati da quelli dei Paesi, ma anche diversi
fra loro, fra i quartieri dove i grandi condomini accentrano la residenza a
quella più diluita, sul territorio, in villette e superstiti antiche
corti.
I
problemi di questi quartieri sono enormi, certamente più complicati da
affrontare e soprattutto in maniera diversificata fra loro.
· La perdita
delle forme di partecipazione alle scelte locali, dovute si alla legge, ma non
adeguatamente sostituite, dalla Giunta Tambellini, con altre forme di
attenzione e coinvolgimento su problemi locali e sulle soluzioni da dare, ha
peggiorato la situazione in ogni Paese.
Italia Viva ritiene prioritario tornare a dare ascolto e
parola ai Paesi e i Quartieri attraverso la sostituzione degli aboliti consigli
di circoscrizione con una figura sul territorio, di fiducia del Sindaco e delle
popolazioni locali.
Per questo propone: I Referenti del
Territorio e le Schede delle necessità.
Referenti del Territorio: Il nuovo Sindaco, che contribuiremo ad eleggere,
dovrà nominare per ogni paese, frazione e quartiere, un suo Referente.
Una persona di sua fiducia, che sia i suoi
orecchi e i suoi occhi su quel territorio.
Una figura conosciuta e apprezzata
localmente, che voglia svolgere questa sua funzione di Referente del Sindaco, a
titolo completamente gratuito, per solo spirito di servizio ai suoi
concittadini.
I Referenti del Territorio, si rapporteranno
al Sindaco, ma anche agli Assessori per segnalare i problemi più urgenti, le
mancanze del proprio territorio, mantenendo rapporti costanti con i propri
concittadini.
Essere Referente di un territorio dovrà
essere un titolo di merito e di rispetto.
Le Schede delle necessità. Per ogni paese, frazione e quartiere, dovrà
essere compilata ogni anno, con l'aiuto dei Referenti e delle Associazioni
locali, una Scheda dei problemi aperti e delle cose da fare su quel territorio.
Questa Scheda dovrà essere aggiornata e
approvata ogni anno da una assemblea degli abitanti della zona appositamente
convocata, che potrà anche modificarla e indicare le priorità più urgenti.
Italia Viva propone altresì che la nuova amministrazione intervenga anche
sull’Associazionismo e sulle Parrocchie.
Associazionismo: Prioritario sarà intervenire a sostegno di quelle
Associazioni e Comitati che già agiscono nelle frazioni o nei paesi per la
propria collettività o aiutare a farne sorgere altri.
Dare un sostegno a queste attività di volontariato,
persone che conoscono bene i problemi e le soluzioni per migliorare il proprio
territorio vuol dire spendere meno e agire più velocemente per la soluzione.
Pensiamo al Comitato paesano di Aquilea, del
Piaggione, al Comitato del Castello di Nozzano, ai Gruppi Frates dei donatori
di sangue, al Comitato del Quartiere Giardino, ai Comitati per le Sagre, e di
molti altri ancora.
Deve essere fatto un censimento di questi
Comitati e Gruppi, per conoscerli meglio e prevedere una serie di misure a sostegno
di queste associazioni, gruppi, fraternite, per aiutarle nella loro attività.
Parrocchie: siamo Laici ma riteniamo che la funzione sociale e
di sensibilizzazione dei problemi del territorio trovino grande riscontro e
possibilità di intervento anche nelle Parrocchie del territorio, soprattutto in
quelle dei paesi.
Rapportarsi con queste Parrocchie vuol dire
approfondire e conoscere meglio le reali esigenze del territorio e di aiuto ad
intervenire per risolvere i problemi, soprattutto dei più deboli e dei più
indifesi.
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