La provincia di Lucca con le sue circa 40 mila imprese rappresenta il secondo sistema economico della Toscana dopo Firenze.
Un comparto industriale, in prevalenza cartario e meccanico
oltre all’indotto, composto da aziende che si sono internazionalizzate e che
rappresentano con orgoglio un’eccellenza per la Toscana e per il paese intero.
Oggi, per fare un esempio, in Lucchesia si produce circa il
40 % del packaging nazionale e l’80 % del tissue.
Il territorio è caratterizzato inoltre da una buona
componente artigiana di connotazione essenzialmente manifatturiera e dal forte
comparto del terziario (commercio, turismo) che rappresenta circa il 55% del
totale delle imprese.
Un territorio che merita quindi grande attenzione da parte
delle Istituzioni tutte, dal Governo nazionale a quello regionale alle
istituzioni locali perché le imprese lucchesi sono essenzialmente piccole e
medie, caratterizzate da un modesto numero di addetti anche se da un forte
valore aggiunto e con la necessità quindi, in considerazione della loro
dimensione, di un robusto sostegno da parte della politica nei loro processi di
innovazione e di profondi cambiamenti che i mercati e i consumatori richiedono.
In tale contesto l’obiettivo di Italia viva è quello di
consolidare e possibilmente migliorare il tessuto culturale di impresa come
strumento di promozione generale delle nostre comunità in un’ottica di
contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.
E’ necessario in tal senso ottimizzare il rapporto fra
istituzioni e realtà produttive per fare sistema condividendo obiettivi comuni
di crescita sostenibile con alcune iniziative che si possono fare a costo zero
come ad esempio la semplificazione burocratica e amministrativa o una più
spinta digitalizzazione dei servizi comunali, oppure di altro tipo come
incentivi sulla piccola impresa o sulle start-up per favorire nuove iniziative
economiche finalizzate anche alla occupazione di qualità in particolare di
quella femminile.
Per l’industria uno dei problemi storici è quello del cronico
deficit infrastrutturale in modo particolare afferente alla mobilità della
Piana della quale la città è parte integrante e per questo diventano ormai
insostenibili i ritardi sulla realizzazione degli assi viari che da una parte
consentirebbero migliori opportunità di servizio per le aziende e dall’altra
porterebbero un sicuro beneficio ai centri abitati con l’allontanamento dei
mezzi pesanti dai contesti fortemente urbanizzati.
Per quanto riguarda il commercio e il terziario riteniamo che la nuova amministrazione comunale debba porsi tre obiettivi fondamentali: migliorare sensibilmente la sua capacità di offrire servizi (rifiuti, trasporti, decoro urbano), mettere in atto un grande piano di rilancio promozionale del turismo in una delle città più belle della Toscana e infine progettare seriamente il recupero di alcuni contenitori che potrebbero rappresentare nuovi e appetibili centri di interesse cittadino.